venerdì 24 febbraio 2012

I CUOCHI che fanno CULTURA




(o LA CULTURA DEI CUOCHI)
Tutte le mode vengono, passano, poi ritornano, a cicli. E’ nuovamente in auge la CUCINA. Nelle librerie gli scaffali dedicati ai libri di ricette sono raddoppiati, non c’è canale televisivo che non proponga trasmissioni condotte da chef, o dove aspiranti chef vengono sfilettati per lo show.
Ma qualcosa è cambiato nel terzo millennio: gli chef e i format televisivi. Trovo alcuni chef facciano trasmissioni culturali che vanno oltre alla cucina. Propongono viaggi per il mondo alla scoperta di cucina locale ma contestualizzata al posto, alle materie prime, agli usi e costumi. Ci sono i golosi epicurei come Antony Bourdain, i perfezionismi competitivi di Gordon Ramsay, l’educazione al mangiare bene di Jamie Oliver. Loro girano il mondo con un’idea, e lo scoprono e interpretano partendo da quell’idea. Stò imparando cose dal mondo che nei passati 30 anni di televisione non ho mai visto in nessuna trasmissione televisiva sui viaggi e i popoli (tranne le chicche dei viaggi di Syusy Blady e Maurizio Roversi). Io sono pazza di questi chef illuminati, e nel seguire le loro avventure ho trovato un po’ di sollievo dal lutto per la morte di Manuel Vázquez Montalbán e dei viaggi culinari del mitico Pepe Carvalho.
Vi prego di segnalarmi altre trasmissioni su questo registro.

martedì 15 gennaio 2008

RADIOHEAD, notizie discordanti?


"L'iniziativa dei Radiohead era ottima e rivoluzionaria: scaricare il nuovo album della band, "In Rainbows", pagando quello che si voleva. Anche nulla. Un’indicazione presa alla lettera da 3 fan su 5 della famosa band di Oxford. Stando, infatti, a un’indagine condotta dalla comScore, azienda che monitorizza il comportamento online di circa 2 milioni di "surfers" in tutto il mondo, il 62% degli 1,2 milioni di appassionati che si sono affrettati a fare il download del disco uscito un mese fa non ha sborsato nemmeno un centesimo." ... Questo è il commento sul Corsera di oggi in merito all'iniziativa dei Radiohead. E con il corsera anche un altro paio di quotidiani europei vari. Strano: in varie Fanzine, in alcuni siti mondiali sulla musica, e addirittura tramite alcune emmittenti radio e TV (specializzate in musica) la notizia era diversa. Dicevano che era stato un successo clamoroso. E che comunque questo non ha tolto nulla all'introito delle vendite in negozio al lancio, perché i cultori vogliono il CD originale di un album che amano. E che questo ha dato la possibilità ai Radiohead di affrancarsi dalla Major discografica dalla quale in qualche modo ancora dipendevano in merito a politiche di mercato e decisioni varie!...Secondo voi qual'è la versione giusta? QUalcuno ha gustose notizie in merito?

La prigione ideale


Sarà che oggi mi sento ‘bigia’, ma una bella notizia merita sempre di essere pubblicata e diffusa.
Questa arriva da LE MONDE 2, articolo scritto da P. Liètar. Parla di un carcere in Norvegia, sull ‘isola di BASTØY, a sud di Oslo. E’ studiata per l’ultimo periodo di detenzione. Per preparare gli uomini a rientrare nella società. 115 circa. 2 chilometri quadrati di foresta, spiagge e laghi. Le piccole case colorate che spuntano nel paesaggio, sono le case dei prigionieri. Fondata nell’84, dieci anni fa diventa un centro modello. Attenti alla qualità del cibo, al risparmio energetico e al controllo di emissioni di anidride carbonica. Il principio fondamentale è “Quello che fai agli altri e alla natura, lo fai a te stesso. …Se siamo troppo repressivi con i prigionieri, un giorno questa violenza si ritorcerà contro di noi.” Sull’isola i detenuti sono obbligati a lavorare. Nei campi, nelle stalle, nella manutenzione generale, come carpentieri, in corsi di informatica. E la piccola paga gli serve per sigarette e telefonate (sull’isola ci sono varie cabine telefoniche rosse) o per affittare libri o DVD nei Week-end. I dipendenti sono 69, e alla sera la maggior parte prende il traghetto e lascia l’isola fino alla mattina dopo. E non ci sono numeri di matricola. Solo nomi delle persone…

mercoledì 9 gennaio 2008

le bombe cluster


Con piacere 'accorato' pubblico un invito. Non aggiungo commenti al testo che segue, perché non è necessario..:
Le bombe cluster sono armi micidiali. Inesplose provocano, al pari delle mine antipersona, sofferenze ingiustificabili alla popolazione civile. Aiutaci a chiedere al Governo italiano di modificare l'attuale normativa sulle mine e di estenderla anche alle bombe cluster. Basta una tua firma su www.campagnamine.org

giovedì 6 dicembre 2007

L'auto ad aria è... volata via


Mi è giunta questa notizia, ed io la pubblico:
"Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché? Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dai costi di manutenzione. Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo..."

venerdì 23 novembre 2007

Ma se uno diventa ricco diventa anche pirla?


(da un simpatico Blog sul lusso...da consultare ogni tanto, per delle meditazioni...ndr) Vi presento Lantic Gold RC1: il telecomando più costoso del mondo. Un controllo remoto per qualsiasi oggetto elettronico che avete nella vostra casa, o nello yacht, qualcosa in grado di controllare tutto, dalla Tv al frigo, passando per il sistema di sicurezza e l’illuminazione. Un telecomando dal design semplice e pulito, in grado di, come già detto, controllare davvero di tutto. Questo prodotto è realizzato in oro. E' infatti il telecomando più costoso del mondo, con i suoi 55.000 dollari di prezzo, circa 38.000 euro.
Ora: io, davanti a queste cose me lo chiedo. Sempre. Mi chiedo sempre: "Ma se io un giorno divento RICCA (seee...buonanotte) diventerò così pirla da comprare cose del genere??

venerdì 26 ottobre 2007

La reginetta dei Telefilm "d'alto lignaggio".


E' cominciata quando, in un periodo d'insonnia, seguivo (prima per inerzia, poi con sempre maggior curiosità) "The Kingdom", Il REGNO, serie TV di LARS VON TRIER. Poi The Hunger, di Tony e Ridly Scott... Citando anche Taken, di Steven Spielberg o ONCE A THIEF di John Woo, sono vari i Telefilm o mini serie dirette o prodotte da grandi registi. Senza scordarci di citare Twin Peaks di David Lynch